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VULNERABILE
Don't Worry s.r.l. 2006

Vittima perfetta
Dimmi cosa sarà
Quello che non so di te (con Franco Battiato)
Cuore impolverato
Nights in white satin
Come cambia il vento
Prendere o lasciare
Tu sei diversa
Io sono come sono
Vulnerabile

Quello che non so di te (promo)
2006 Don't Worry s.r.l.
Masterizzato presso i Fox Band Recording Studio - Roma
Produzione esecutiva: Rolando D'Angeli
Edizioni: Don't Worry / Fox Band srl eccetto:
"Tu sei diversa" ed. Sony Music Publishing/Mormora Music,
"Nights in white satin" ed. Deram Records
Franco Battiato appare per gentile concessione
di Soby BMG Music Ent.




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vulnerabile
ALTRE RECENSIONI
Vulnerabile è il quinto disco solista
di Luca Madonia, dopo i quattro gloriosi album realizzati negli anni
’80 sotto la sigla Denovo, un’esperienza che ha segnato
profondamente la storia del rock italiano e che nella vita di Luca
non è mai uscita di scena. Per oramai ventidue anni di carriera
all’insegna dell’eleganza e della freschezza compositiva. Come
dimostra ancora una volta con questo nuovo progetto, in cui ha
scelto di farsi produrre artisticamente dal vecchio amico Fabrizio
Federighi, già fondatore della storica Kindergarten e compagno
dell’avventura Denovo perlomeno fino al 1988 nello storico album
Così Fan Tutti, esperienza finita sul palco di Sanremo con il
brano Ma che idea.
Ma soprattutto da Rolando D’Angeli, nome storico per la musica in
Italia, già fautore dei grandi successi di Nek, Giorgia, Kelly
Joyce, Umberto Tozzi, Amedeo Minghi, Michele Zarrillo ed
organizzatore di eventi a livello internazionale, oggi anche manager
di Patty Pravo.
In Vulnerabile Luca Madonia si mette a nudo ancora una
volta con grande sincerità e maturità. Senza concedere nulla alle
mode, ma portando avanti la sua linea musicale personalissima e dai
timbri inconfondibili. Gentleman del rock come pochi ce ne
sono in circolazione.
Il destino ancora una volta gioca un ruolo decisivo e infatti
Madonia rincontra dopo molti anni Fabrizio Federighi in occasione
dell’uscita di una recente biografia pubblicata sui Denovo:
Tempi di libero rock (Arcana edizioni). La scintilla covava
sotto la cenere ed è un lampo ritrovarsi insieme come una volta
quando scandivano il tempo delle notti del rock italiano e
contribuivano a costruirgli una nuova dentatura.
Vulnerabile si riaggancia dunque alle esperienze
indimenticabili di dischi dei Denovo come Unicanisai,
Persuasione, Così Fan tutti, anche se questo capita
solo dal punto di vista della modalità realizzativa. Per il resto i
dieci brani del disco formano il ritratto perfetto di un artista che
ama i contorni levigati, gli autoritratti, il gioco di specchi, ma
anche riabbracciare le antiche chitarre.
Sono dieci canzoni sulla fedeltà alla musica, ad una precisa idea
artistica. Canzoni sull’essere più che sull’apparire. Un album in
dieci capitoli in cui Madonia decide ancora una volta di fare
outing, di rivelare e rivelarsi. Dichiarando la sua fragilità, il
suo detestare la schiera di superuomini che invadono troppo spesso
le nostre strade e le nostre giornate.
Il racconto lucido e romantico di un post adolescente diventato
troppo grande per sopportare l’isteria collettiva ma non tanto per
definirsi adulto.
L’artista fin dalla prima canzone confessa senza ritrosie la sua
insicurezza, elencando i suoi punti deboli, ma con positività e
languore. Un disco che spalanca un nuovo discorso sulla fragilità e
sulla conseguente indignazione di un individuo che ha raggiunto un
discreto livello di insicurezza nella società di oggi, avendo
accettato il tempo che passa ed imparato a convivere con la propria
natura. Un alternarsi perfetto tra tematiche personali a canzoni più
impegnate socialmente con la finale consapevolezza che comunque
anche in un rapporto siamo e possiamo restare sempre e solo da soli.
Resta la curiosità che ci conduce sempre avanti.
Poi esattamente a metà del discorso arriva la strepitosa cover di un
classico dei Moody Blues: Nights in white satin, tratto da
quel loro album concept del 1967 Days of future passed. Un
brano già rifatto da Nomadi, storia drammatica d’amore, diventata in
italiano Ho difeso il mio amore e per chi non se lo ricorda
ancora prima incisa da I Profeti oltre che da gruppi minori
dell’epoca beat come Gatti Rossi, Bit-Nik.
Ed è il perfetto spartiacque del disco. Come un intermezzo che viene
a spezzare la commedia rappresentata. Nato da un arrangiamento per
archi opera di Fabrizio Federighi e Alessandro Pierini.
In scena ancora una volta Luca Madonia con la sua voglia di suonare
chitarra e pianoforte e tastiere, ma soprattutto di cantare, di
mostrare le sue straordinarie capacità vocali, quel timbro e colore
di voce inconfondibile che in questo lavoro risalta come mai prima
era successo in precedenza, come uno strumento esemplare, voce che
diventa suono, timbrica, venatura. Inseguendo in tutto e per tutto
solo le sue iniziali intenzioni ed intuizioni musicali ed armoniche.
Unico ospite ancora una volta l’amico Franco Battiato, a cui lo lega
un’assidua frequentazione, una stima reciproca, da portarlo a
scegliere di cantare insieme a Luca nel brano Quello che non so
di te. E per Luca Madonia la perfetta terapia di questo disco
solista, “vulnerabile” ed imprevedibile.
Un album registrato a San Vincenzo in Toscana negli studi di
Fabrizio Federighi e i Fox Band Recording Studios di Roma.
Vulnerabile esce per la Don’t Worry s.r.l. di Rolando
D’Angeli (www.dontworryrecords.com)
e la distribuzione d’autore della Storie di Note (www.storiedinote.com)
La nuova squadra di lavoro che accompagna Luca Madonia in questa
nuova avventura.
Storie di
Note
Preceduto lo scorso dicembre dallo splendido singolo Quello che non
so di te, cantato insieme all'amico Franco Battiato, Vulnerabile
segna il ritorno ad un album di brani inediti (con una cover dei
Moody Blues) di Luca Madonia, dopo l’ultimo lavoro La Consuetudine
(STORIE DI NOTE) e la raccolta antologica L'Essenziale uscita due
anni fa. Prodotto da Fabrizio Federighi, Vulnerabile è forse quanto
di meglio Luca Madonia abbia finora inciso, per la qualità della
composizione, dell'interpretazione e per l'accurato lavoro in studio
di esecuzione e di ricerca dei suoni. Dai "tempi di libero rock"
degli anni '80 nella Catania dei Denovo, al "pop d'autore" di questo
suo quinto album da solista, Luca Madonia suggella venti anni di
carriera con un disco di grande eleganza, che lo conferma tra i più
raffinati songwriters della scena italiana. Un lavoro impostato
sulle grandi armonie di una voce inconfondibile. Il racconto lucido
e romantico di un post adolescente diventato troppo grande per
sopportare l’isteria collettiva ma non tanto per definirsi adulto.
Canzoni dell’essere più che dell’apparire.
Radio Web Italia
Nel suo
nuovo disco Luca Madonia lancia uno sguardo dolce verso gli anni
Sessanta. Nel 2003 aveva inciso 5 minuti e poi, brano che
vedeva tra i suoi autori anche Herbert Pagani e che era stato
portato al successo nel 1968 da Maurizio Arcieri, voce solista dei
New Dada. Arcieri compariva anche nel film di Franco Battiato,
Perduto Amor. E proprio duettando insieme a Franco Battiato nel
brano Quello che non so di te, Madonia si scopre
«vulnerabile» ad alcuni giri armonici tipici dei Sixties. In questa
direzione la traccia numero cinque è la cover di un classico dei
Moody Blues: Nights In White Satin, singolo estratto da
Days Of Future Passed (1967), un album ispirato dalla Sinfonia
n. 9 Dal Nuovo Mondo del compositore boemo Antonín Leopold
Dvorák. Madonia realizza la cover con un arrangiamento particolare
con archi veri frutto del lavoro di Alessandro Pierini e Fabrizio
Federighi (vecchio produttore dei Denovo, la band catanese in cui
Madonia militò assieme a Mario Venuti e a Toni Carbone, che in
questo album suona il basso in diversi brani). Nights In White
Satin aveva già conosciuto incisioni discografiche nel nostro
paese: oltre alla famosissima versione italiana realizzata dai
Nomadi, ovvero Ho difeso il mio amore, anche molti gruppi
beat degli anni Sessanta si cimentarono con questo brano.
Negli altri pezzi, tra cui spiccano Prendere e lasciare e
Io sono come sono, materiali sonori contemporanei vanno a
braccetto con un certo «gusto vintage» di modulare inciso e
ritornello. In un'intervista Luca Madonia ha dichiarato che
nell'album c'è molto «della fragilità e delle insicurezze delle
persone». Sembra essere proprio questo il motivo conduttore
dell'opera, in cui un musicista «diventato grande/senza essere
cresciuto» si mette a nudo, e quasi ostenta la sua
vulnerabilità. E il titolo è una prova di questo suo outing. (francesco
marchetti)
Del Rock
Intervista di Antonio Ranalli per
Musicalnews:
Antonio Ranalli: Ciao Luca, complimenti per il disco, che riconferma
una prolifica vena creativa. Com’è nato questo album?
Luca Madonia: Devo dire che ho lavorato a questo disco negli ultimi
due anni. E con estrema tranquillità. Ho rilavorato con Fabrizio
Federighi, che era il mio vecchio produttore nei Denovo. Abbiamo
inciso buona parte dell’album nei suoi studi in Toscana, facendo poi
dei blitz in Sicilia. E’ venuto fuori un lavoro che mi ha molto
soddisfatto.
Antonio Ranalli: L’album contiene “Quello che non so di te”, dove
troviamo la partecipazione di Franco Battiato. Battiato aveva già
duettato con te nel tuo precedente album, senza dimenticare che
questa collaborazione va avanti sin dai tempi dei Denovo (Battiato
aveva prodotto l’album “Venuti dalla Madonia a cercar Carbone” dei
Devono nda). A questo punto, vista anche la qualità del risultato,
avete mai pensato ad un album di duetti insieme?
Luca Madonia: Questo credo proprio di no. Franco è un amico, ci
conosciamo da anni. Gli avevo fatto sentire i provini. A lui è
piaciuta molto questa canzone. E allora io hi proposto di cantarla
con me. Il fatto che ci sia una voce diversa, come quella di
Battiato, mi fa piacere, soprattutto nel momento in cui hai
ascoltato e riascoltato il materiale che hai inciso.
Antonio Ranalli: Mi ha molto colpito “Vittima Perfetta”. A cosa
allude la canzone?
Luca Madonia: Il pezzo è anche il nuovo singolo. La “Vittima
Perfetta” è la persona in cui ci appoggiamo un po’ tutti nei momenti
di difficoltà. Tutto il disco parla di questo. Della fragilità e
delle insicurezze delle persone. E mi è sembrato giusto parlare e
focalizzare l’attenzione su questo.
Antonio Ranalli: Tra i brani dell’album spicca anche una cover di
“Nights In White Satin” dei Moody Blues (incisa anche in italiano
dai Nomadi con il titolo “Ho difeso il mio amore” nda). Pezzo che si
discosta per sonorità ed arrangiamento dal resto dell’album. Perché
proprio questo pezzo?
Luca Madonia: Perchè Fabrizio Federighi e Alessandro Pierini, un
docente del conservatorio di Firenze, avevano realizzato questo
arrangiamento con archi veri. Loro mi hanno proposto di cantare il
brano e quindi di inciderlo. Io ho accettato perché il pezzo è in
inglese. Mi piaceva molto l’idea.
Antonio Ranalli: E’ un caso, ma praticamente tu e Mario Venuti, con
cui hai condiviso l’avventura nei Denovo, siente usciti con gli
album quasi contemporaneamente. Come hai trovato l’album di Venuti?
Luca Madonia: Quella della pubblicazione quasi in contemporanea è
stata una cosa del tutto casuale. Comunque Mario mi aveva fatto
sentire l’album l’estate scorsa. Ritengo che Mario ha la sua
scrittura, e soprattutto anche lui ha un suo stile. Mi sono sempre
piaciute le cose che fa Mario.
Antonio Ranalli: Nel giro di due anni sono stati ristampati su CD
tutti gli album dei Denovo, mentre un libro di Jonathan Giustini
(“Tempi di libero rock”) ne ha celebrato la storia e l’avventura
artistica. Ti sei mai chiesto come mai, dopo tanti anni di distanza
(il gruppo si è sciolto nei primissimi anni ’90, salvo ripropore una
breve reunione qualche anno più tardi, nda), c’è tutto questo
interesse attorno ai Denovo?
Luca Madonia: E’ una cosa che mi fa piacere. Sono passati un po’ di
anni da quell’avventura musicale. Eppure oggi anche diversi ragazzi,
che erano piccoli quando suonavamo, conoscono i Denovo. I ragazzi
hanno evidentemente scoperto quel sound. Questo significa che
abbiamo lasciato qualcosa. Ci vuole sempre un po’ di tempo prima che
quello che fai venga riconosciuto.
Antonio Ranalli: Porterai “Vulnerabile” in tour?
Luca Madonia: Il tour partirà verso maggio e poi si snoderà in una
serie di date. Sarà uno spettacolo un po’ particolare. Io mi sono
allontanato dall’aspetto rock. Ci sarà una dimensione più acustica,
con la partecipazione di un fisarmonicista molto brano.
Un’esibizione sicuramente più dinamica dove presenterò le canzoni
anche con la sola chitarra acustica. Un modo un po’ più vero per
stare al contatto con il pubblico.
Nuovo disco solista per l’ex- Denovo. Luca Madonia. Un disco pulito
e sincero che alterna tematiche personali a canzoni più impegnate
socialmente. Ottimo il duetto con Franco Battiato in “Quello che non
so di te” e la bella cover di un classico dei Moody Blues, “Nights
In White Satin”.
I.R.D. News
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