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1)
Vittima perfetta
2) Dimmi cosa sarà
3) Quello che non so di te
4) Cuore impolverato
5) Nights in white satin
6) Come cambia il vento
7) Prendere o lasciare
8) Tu sei diversa
9) Io sono come sono
10) Vulnerabile
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Masterizzato presso i Fox Band
Recording Studio - Roma
Produzione esecutiva: Rolando D'Angeli
Edizioni: Don't Worry / Fox Band srl eccetto:
"Tu sei diversa" ed. Sony Music Publishing srl / Mormora
Music srl,
"Nights in white satin" ed. Deram Records
Distribuzione: Suonimusic Distribuzione una divisione di
Storie di Note srl
www.storiedinote.com
Management: Music Show International
Tel 06.39725530 Fax 06.397330776
www.musicshow.it
Ufficio Promozione Radio –
Valentina Spada
valentinaspada@tiscali.it
Promozione Stampa & New Media:
Jonathan Giustini - Edward Bartolucci (Storie di Note srl)
Tel 06.80693502
promozione@storiedinote.com
Foto: Laura Camia
Cover Design: Fabio Ristori |
Hanno partecipato:
Voce: Luca Madonia, Franco Battiato
Cori: Elisa Puccini, Alessandro Pierini
Batteria: Roberto Federighi, Ruggero Rotolo, Simone
Franceschino
Basso: Fabrizio Federighi, Toni Carbone
Chitarre: Luca Madonia, Fabrizio Federighi, Nicola Mei, Nick
Hepburn,
Andrea Gozzi, Giampaolo Romania
Tastiere: Luca Madonia, Fabrizio Federighi, Francesco Calì
Archi: Alessandro Pierini, Claudio Prati, Teresa Gobbis
Programmazione: Fabrizio Federighi, Luca Madonia
Prodotto, arrangiato, registrato e missato da Fabrizio
Federighi
presso gli studi Dside Music eccetto:
"Prendere o lasciare" realizzato da Toni Carbone e Fabrizio
Federighi,
"Tu sei diversa" registrato da Toni Carbone al Kaos Studio
Mobile
e missato da Pino "Pinaxa" Pischetola, "Nights in white
satin"
registrato ed arrangiato da Alessandro Pierini per "Gap
Party"
Franco Battiato appare per gentile concessione di Sony Bmg
Music E.
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Vulnerabile è
il quinto disco solista di Luca Madonia, dopo i quattro
gloriosi album realizzati negli anni ’80 sotto la sigla
Denovo, un’esperienza che ha segnato profondamente la
storia del rock italiano e che nella vita di Luca non è
mai uscita di scena. Per oramai ventidue anni di
carriera all’insegna dell’eleganza e della freschezza
compositiva. Come dimostra ancora una volta con questo
nuovo progetto, in cui ha scelto di farsi produrre
artisticamente dal vecchio amico Fabrizio Federighi, già
fondatore della storica Kindergarten e compagno
dell’avventura Denovo perlomeno fino al 1988 nello
storico album Così Fan Tutti, esperienza finita
sul palco di Sanremo con il brano Ma che idea.
Ma soprattutto da Rolando D’Angeli, nome storico per la
musica in Italia, già fautore dei grandi successi di Nek,
Giorgia, Kelly Joyce, Umberto Tozzi, Amedeo Minghi,
Michele Zarrillo ed organizzatore di eventi a livello
internazionale, oggi anche manager di Patty Pravo.
In Vulnerabile Luca Madonia si mette a nudo
ancora una volta con grande sincerità e maturità. Senza
concedere nulla alle mode, ma portando avanti la sua
linea musicale personalissima e dai timbri
inconfondibili. Gentleman del rock come pochi
ce ne sono in circolazione.
Il destino ancora una volta gioca un ruolo decisivo e
infatti Madonia rincontra dopo molti anni Fabrizio
Federighi in occasione dell’uscita di una recente
biografia pubblicata sui Denovo: Tempi di libero
rock (Arcana edizioni). La scintilla covava sotto
la cenere ed è un lampo ritrovarsi insieme come una
volta quando scandivano il tempo delle notti del rock
italiano e contribuivano a costruirgli una nuova
dentatura.
Vulnerabile si riaggancia dunque alle
esperienze indimenticabili di dischi dei Denovo come
Unicanisai, Persuasione, Così Fan
tutti, anche se questo capita solo dal punto di
vista della modalità realizzativa. Per il resto i dieci
brani del disco formano il ritratto perfetto di un
artista che ama i contorni levigati, gli autoritratti,
il gioco di specchi, ma anche riabbracciare le antiche
chitarre.
Sono dieci canzoni sulla fedeltà alla musica, ad una
precisa idea artistica. Canzoni sull’essere più che
sull’apparire. Un album in dieci capitoli in cui Madonia
decide ancora una volta di fare outing, di rivelare e
rivelarsi. Dichiarando la sua fragilità, il suo
detestare la schiera di superuomini che invadono troppo
spesso le nostre strade e le nostre giornate.
Il racconto lucido e romantico di un post adolescente
diventato troppo grande per sopportare l’isteria
collettiva ma non tanto per definirsi adulto.
L’artista fin dalla prima canzone confessa senza
ritrosie la sua insicurezza, elencando i suoi punti
deboli, ma con positività e languore. Un disco che
spalanca un nuovo discorso sulla fragilità e sulla
conseguente indignazione di un individuo che ha
raggiunto un discreto livello di insicurezza nella
società di oggi, avendo accettato il tempo che passa ed
imparato a convivere con la propria natura. Un
alternarsi perfetto tra tematiche personali a canzoni
più impegnate socialmente con la finale consapevolezza
che comunque anche in un rapporto siamo e possiamo
restare sempre e solo da soli.
Resta la curiosità che ci conduce sempre avanti.
Poi esattamente a metà del discorso arriva la strepitosa
cover di un classico dei Moody Blues: Nights in
white satin, tratto da quel loro album concept del
1967 Days of future passed. Un brano già
rifatto da Nomadi, storia drammatica d’amore, diventata
in italiano Ho difeso il mio amore e per chi
non se lo ricorda ancora prima incisa da I Profeti oltre
che da gruppi minori dell’epoca beat come Gatti Rossi,
Bit-Nik.
Ed è il perfetto spartiacque del disco. Come un
intermezzo che viene a spezzare la commedia
rappresentata. Nato da un arrangiamento per archi opera
di Fabrizio Federighi e Alessandro Pierini.
In scena ancora una volta Luca Madonia con la sua voglia
di suonare chitarra e pianoforte e tastiere, ma
soprattutto di cantare, di mostrare le sue straordinarie
capacità vocali, quel timbro e colore di voce
inconfondibile che in questo lavoro risalta come mai
prima era successo in precedenza, come uno strumento
esemplare, voce che diventa suono, timbrica, venatura.
Inseguendo in tutto e per tutto solo le sue iniziali
intenzioni ed intuizioni musicali ed armoniche.
Unico ospite ancora una volta l’amico Franco Battiato, a
cui lo lega un’assidua frequentazione, una stima
reciproca, da portarlo a scegliere di cantare insieme a
Luca nel brano Quello che non so di te. E per
Luca Madonia la perfetta terapia di questo disco
solista, “vulnerabile” ed imprevedibile.
Un album registrato a San Vincenzo in Toscana negli
studi di Fabrizio Federighi e i Fox Band Recording
Studios di Roma.
Vulnerabile esce per la Don’t Worry s.r.l. di
Rolando D’Angeli (www.dontworryrecords.com)
e la distribuzione d’autore della Storie di Note (www.storiedinote.com)
La nuova squadra di lavoro che accompagna Luca Madonia
in questa nuova avventura.
Storie di Note
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Preceduto lo scorso dicembre
dallo splendido singolo Quello che non so di te, cantato
insieme all'amico Franco Battiato, Vulnerabile segna il
ritorno ad un album di brani inediti (con una cover dei
Moody Blues) di Luca Madonia, dopo l’ultimo lavoro La
Consuetudine (STORIE DI NOTE) e la raccolta antologica
L'Essenziale uscita due anni fa. Prodotto da Fabrizio
Federighi, Vulnerabile è forse quanto di meglio Luca
Madonia abbia finora inciso, per la qualità della
composizione, dell'interpretazione e per l'accurato
lavoro in studio di esecuzione e di ricerca dei suoni.
Dai "tempi di libero rock" degli anni '80 nella Catania
dei Denovo, al "pop d'autore" di questo suo quinto album
da solista, Luca Madonia suggella venti anni di carriera
con un disco di grande eleganza, che lo conferma tra i
più raffinati songwriters della scena italiana. Un
lavoro impostato sulle grandi armonie di una voce
inconfondibile. Il racconto lucido e romantico di un
post adolescente diventato troppo grande per sopportare
l’isteria collettiva ma non tanto per definirsi adulto.
Canzoni dell’essere più che dell’apparire.
Radio Web Italia
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Nel
suo nuovo disco Luca Madonia lancia uno sguardo
dolce verso gli anni Sessanta. Nel 2003 aveva inciso
5 minuti e poi, brano che vedeva tra i suoi
autori anche Herbert Pagani e che era stato portato
al successo nel 1968 da Maurizio Arcieri, voce
solista dei New Dada. Arcieri compariva anche nel
film di Franco Battiato,
Perduto Amor. E proprio duettando insieme a
Franco Battiato nel brano Quello che non so di
te, Madonia si scopre «vulnerabile» ad alcuni
giri armonici tipici dei Sixties. In questa
direzione la traccia numero cinque è la cover di un
classico dei Moody Blues: Nights In White Satin,
singolo estratto da Days Of Future Passed
(1967), un album ispirato dalla Sinfonia n. 9 Dal
Nuovo Mondo del compositore boemo Antonín
Leopold Dvorák. Madonia realizza la cover con un
arrangiamento particolare con archi veri frutto del
lavoro di Alessandro Pierini e Fabrizio Federighi
(vecchio produttore dei Denovo, la band catanese in
cui Madonia militò assieme a Mario Venuti e a Toni
Carbone, che in questo album suona il basso in
diversi brani). Nights In White Satin aveva
già conosciuto incisioni discografiche nel nostro
paese: oltre alla famosissima versione italiana
realizzata dai Nomadi, ovvero Ho difeso il mio
amore, anche molti gruppi beat degli anni
Sessanta si cimentarono con questo brano.
Negli altri pezzi, tra cui spiccano Prendere e
lasciare e Io sono come sono, materiali
sonori contemporanei vanno a braccetto con un certo
«gusto vintage» di modulare inciso e ritornello. In
un'intervista Luca Madonia ha dichiarato che
nell'album c'è molto «della fragilità e delle
insicurezze delle persone». Sembra essere proprio
questo il motivo conduttore dell'opera, in cui un
musicista «diventato grande/senza essere
cresciuto» si mette a nudo, e quasi ostenta la
sua vulnerabilità. E il titolo è una prova di questo
suo outing. (francesco marchetti)
Del
Rock
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Videointervista di
Kataweb Musica
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Intervista di Antonio
Ranalli per
Musicalnews:
Antonio Ranalli: Ciao Luca, complimenti per il
disco, che riconferma una prolifica vena creativa.
Com’è nato questo album?
Luca Madonia: Devo dire che ho lavorato a questo
disco negli ultimi due anni. E con estrema
tranquillità. Ho rilavorato con Fabrizio Federighi,
che era il mio vecchio produttore nei Denovo.
Abbiamo inciso buona parte dell’album nei suoi studi
in Toscana, facendo poi dei blitz in Sicilia. E’
venuto fuori un lavoro che mi ha molto soddisfatto.
Antonio Ranalli: L’album contiene “Quello che non so
di te”, dove troviamo la partecipazione di Franco
Battiato. Battiato aveva già duettato con te nel tuo
precedente album, senza dimenticare che questa
collaborazione va avanti sin dai tempi dei Denovo (Battiato
aveva prodotto l’album “Venuti dalla Madonia a
cercar Carbone” dei Devono nda). A questo punto,
vista anche la qualità del risultato, avete mai
pensato ad un album di duetti insieme?
Luca Madonia: Questo credo proprio di no. Franco è
un amico, ci conosciamo da anni. Gli avevo fatto
sentire i provini. A lui è piaciuta molto questa
canzone. E allora io hi proposto di cantarla con me.
Il fatto che ci sia una voce diversa, come quella di
Battiato, mi fa piacere, soprattutto nel momento in
cui hai ascoltato e riascoltato il materiale che hai
inciso.
Antonio Ranalli: Mi ha molto colpito “Vittima
Perfetta”. A cosa allude la canzone?
Luca Madonia: Il pezzo è anche il nuovo singolo. La
“Vittima Perfetta” è la persona in cui ci appoggiamo
un po’ tutti nei momenti di difficoltà. Tutto il
disco parla di questo. Della fragilità e delle
insicurezze delle persone. E mi è sembrato giusto
parlare e focalizzare l’attenzione su questo.
Antonio Ranalli: Tra i brani dell’album spicca anche
una cover di “Nights In White Satin” dei Moody Blues
(incisa anche in italiano dai Nomadi con il titolo
“Ho difeso il mio amore” nda). Pezzo che si discosta
per sonorità ed arrangiamento dal resto dell’album.
Perché proprio questo pezzo?
Luca Madonia: Perchè Fabrizio Federighi e Alessandro
Pierini, un docente del conservatorio di Firenze,
avevano realizzato questo arrangiamento con archi
veri. Loro mi hanno proposto di cantare il brano e
quindi di inciderlo. Io ho accettato perché il pezzo
è in inglese. Mi piaceva molto l’idea.
Antonio Ranalli: E’ un caso, ma praticamente tu e
Mario Venuti, con cui hai condiviso l’avventura nei
Denovo, siente usciti con gli album quasi
contemporaneamente. Come hai trovato l’album di
Venuti?
Luca Madonia: Quella della pubblicazione quasi in
contemporanea è stata una cosa del tutto casuale.
Comunque Mario mi aveva fatto sentire l’album
l’estate scorsa. Ritengo che Mario ha la sua
scrittura, e soprattutto anche lui ha un suo stile.
Mi sono sempre piaciute le cose che fa Mario.
Antonio Ranalli: Nel giro di due anni sono stati
ristampati su CD tutti gli album dei Denovo, mentre
un libro di Jonathan Giustini (“Tempi di libero
rock”) ne ha celebrato la storia e l’avventura
artistica. Ti sei mai chiesto come mai, dopo tanti
anni di distanza (il gruppo si è sciolto nei
primissimi anni ’90, salvo ripropore una breve
reunione qualche anno più tardi, nda), c’è tutto
questo interesse attorno ai Denovo?
Luca Madonia: E’ una cosa che mi fa piacere. Sono
passati un po’ di anni da quell’avventura musicale.
Eppure oggi anche diversi ragazzi, che erano piccoli
quando suonavamo, conoscono i Denovo. I ragazzi
hanno evidentemente scoperto quel sound. Questo
significa che abbiamo lasciato qualcosa. Ci vuole
sempre un po’ di tempo prima che quello che fai
venga riconosciuto.
Antonio Ranalli: Porterai “Vulnerabile” in tour?
Luca Madonia: Il tour partirà verso maggio e poi si
snoderà in una serie di date. Sarà uno spettacolo un
po’ particolare. Io mi sono allontanato dall’aspetto
rock. Ci sarà una dimensione più acustica, con la
partecipazione di un fisarmonicista molto brano.
Un’esibizione sicuramente più dinamica dove
presenterò le canzoni anche con la sola chitarra
acustica. Un modo un po’ più vero per stare al
contatto con il pubblico.
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Nuovo disco solista per
l’ex- Denovo. Luca Madonia. Un disco pulito e
sincero che alterna tematiche personali a canzoni
più impegnate socialmente. Ottimo il duetto con
Franco Battiato in “Quello che non so di te” e la
bella cover di un classico dei Moody Blues, “Nights
In White Satin”.
I.R.D.
News
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